Sabato 6 aprile, a Pesaro, ha avuto luogo un evento chiamato "Incontriamoci" aperto a tutti gli aderenti di Fare.
Sono stato lì anche in qualità di antenna del comitato Pinetamare, per cercare di capire gli orientamenti e di creare ponti con altri comitati.
L'incontro è stato incentrato soprattutto sulle mozioni per il prossimo congresso nazionale.
In questo momento ci sono due posizioni politiche, rappresentate da Michele Boldrin e Alessandro De Nicola, più una terza, rappresentata dalla rete dei comitati, che per ora assume una posizione interlocutoria.
Non mi sento di riassumere il programma di ogni promotore, invitando chi legge a farsi una idea senza troppi filtri, rimandandovi al forum del sito fermareildeclino.it, nella sezione candidature.
Mi sembra tuttavia utile evidenziare la differenza più macroscopica tra le tre posizioni:
- Boldrin presenta un programma e si candida come presidente della Direzione Nazionale
- De Nicola presenta un programma ma NON si candida ad alcuna carica, né dà il suo appoggio ad un altro candidato
- la rete dei comitati NON presenta un programma, NÉ un proprio candidato per la presidenza o per la DN.
Hanno presentato la loro candidatura alla DN il romano Ezio Bussoletti e il ferrarese Roberto Mazzanti, entrambi schierati con la mozione Boldrin. Anche in questo caso preferisco non scendere nei dettagli, bensì invito aderenti e tesserati a maturare una propria opinione direttamente e attraverso un confronto esteso durante le nostre riunioni.
Si è discusso anche di due questioni a mio giudizio molto importanti:
- mantenimento o cambiamento di nome e logo del partito
- definizione della collocazione politica del partito
Sul primo punto, quasi tutti erano concordi nel cambiare nome e, quindi, logo. Questo è un motivo in più (ahi noi) per rinunciare alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.
Il secondo punto richiede una dissertazione più articolata.
Ognuno era convinto che dire "né destra né sinistra" sia un errore in termini di comunicazione, che ci assimilerebbe al M5S, e che potrebbe creare disorientamento nel potenziale elettore.
Soprattutto un atteggiamento di apparente neutralità potrebbe essere vincente in termini di raccolta di consenso (voti), ma perdente in termini di capacità decisionale, proprio come sta accadendo al M5S o come accadde all'Ulivo, che vinse le elezioni ma fu impossibilitato a governare.
D'altro canto nessuno di noi se la sente di essere assimilato alle attuali forze di sinistra, così come a quelle di destra.
Forse in questo momento occorre soprattutto essere chiari e assertivi nell'enunciare i nostri obiettivi politici e nell'affermare senza ambiguità il nostro orientamento liberale e meritocratico, che significa anche mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza.
Le etichette "destra" e "sinistra", se qualcuno ce le vuole mettere, che lo facesse assumendosene la responsabilità, ma non dovremmo essere noi a usarle, almeno per ora.
Infine mi ha fatto piacere fare la conoscenza di rappresentati di altri comitati romani: Maria Piera D'Alessandro, David Cioccolo, Andrea Piedimonte e altri.
Con loro ci sentiremo prestissimo per concordare una linea strategica per i prossimi congressi regionale e nazionale.